"Cantiamo l’Africa": gli studenti del Valesium portano in scena il “Decamerone nero”

Decamerone Nero

Il 4 giugno, presso l’Oratorio “Papa Giovanni Paolo II” di Torchiarolo è andato in scena il “Decamerone nero”, all’interno del progetto “Cantiamo l’Africa”. Il progetto ha visto impegnati gli studenti della 2B della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. “Valesium” con la partecipazione di alcuni alunni della 1A e della 1C. Lo spettacolo è stato diretto dal Prof. Vittorio Musca, assistito dalla Prof.ssa Sara Serratì per le musiche e dai docenti Reho e Cagnazzi per la scenografia e l’introduzione allo spettacolo. 

Il racconti utilizzati per la rappresentazione sono stati scelti dal “Decamerone nero” di Leo Frobenius, antropologo ed etnologo tedesco della fine dell’800. Il libro, il cui titolo rimanda chiaramente all’opera di Boccaccio, è una raccolta di racconti di varie tribù africane. Delle cinquanta storie presenti nel libro ne sono state scelte quattro, i titoli delle quali sono i nomi dei 4 protagonisti di ciascuna storia: Siga Sanke, Hatumata, Said e Aini.

Nel primo racconto un consigliere del re Njangaleng tradisce il suo sovrano per sottrargli il potere. Dopo avergli ucciso il figlio organizza una guerra tra quattro eserciti per controllare i territori vicini. Alla fine della battaglia, Sira Bo, fratello del re tradito, si vendicherà dell’usurpatore.

In Hatumata, una donna bellissima decide di scegliere il proprio sposo sottoponendo i pretendenti ad un indovinello. La spunterà Kide che, dopo aver risolto l’enigma ed essersi presentato alla donna, la prenderà in moglie.

Said racconta, invece, la storia di un povero pastore che vorrebbe vendere il proprio bue per comprare delle pecore al fine di poter dar da mangiare alla propria famiglia. Sulla strada per il mercato incontra un predone che gli sottrae l’animale, pagandogli il prezzo di una pecora. Said, al quale non è rimasta che la coda del bue, vuole vendicarsi. Con l’aiuto della moglie, travestendosi da donna, medico, pastore e prete, percuoterà il predone con la coda di bue che gli è rimasta, fino a farlo pentire del suo stile di vita. I due, alla fine, diventeranno amici e commerceranno insieme.

Nell’ultima storia, Aini, un amore ostacolato dalla famiglia della donna (Aini, appunto) attraverserà diverse vicissitudini, prima del lieto fine. Kunta, l’innamorato, vaga per il mondo in cerca di un lavoro per poter sposare la sua amata. In seguito ad una serie di morti (della donna e poi dell’uomo), tradimenti e miracolosi interventi divini, i due riusciranno a vivere insieme felici e contenti.